Che Vordì

che vordì toc

Oltre all’hashtag #Tocf17 abbiamo creato #CheVordìToc (che vuol dire “che vuol dire”) perché crediamo che capirsi sia la cosa più importante di tutte ed ecco spiegati alcuni termini ormai di uso comune.

Sentiti libero di suggerirci tutto ciò di cui vuoi una spiegazione e utilizza #CheVordìToc per taggare i tuoi post, le tue foto e le tue domande così possiamo rintracciarle e provare a darti la nostra spiegazione.

Non sappiamo tutto di tutto, ma insieme ci proviamo 🙂

Maker

Letteralmente Maker è “colui che fa”. I Makers rappresentano un movimento culturale contemporaneo che mettono un approccio tecnologico nel mondo del fai da te. Chi sono quindi i maker? Tutti coloro che fanno qualcosa con passione, che vogliono vederla realizzata, che amano raccontarla e condividerla e che talvolta provano a far diventare questa loro idea business. Designer? Ingegnere? Bambino? Cuoco? Casalinga? Nessuno escluso!

FabLab

Il FabLab è un laboratorio creativo dove si posso trovare materiali e strumentazioni per realizzare (quasi) qualunque cosa. Prima c’era la produzione industriale, grande, onerosa e non accessibile a tutti e ora si stanno diffondendo questi laboratori che permettono di realizzare delle piccole produzioni a costi contenuti grazie a tanti macchinari (come le stampanti 3D) che permettono di realizzare anche singoli oggetti. Così anche le idee più piccole possono prendere corpo. I FabLab sono accessibili a tutti, distribuiti in tutto il mondo e connessi l’uno all’altro condividendo le informazioni grazie alla rete. Nei FabLab è possibile realizzare le proprie idee, trovare i collaboratori giusti, scambiarsi consigli e informazioni utili al processo di realizzazione.

Coworking

Sono degli spazi dove operano professionisti di vari settori principalmente freelance che lavorando insieme riescono a contenere i costi di affitto, utenze e gestione. E cosa porta lavorare tutti insieme sotto lo stesso tetto? Una contaminazione continua fatta di scambio, collaborazione, suggestioni e sinergie intellettuali. E’ una nuova tendenza che nasce per beneficiare della ricchezza sociale ed abbattere i costi.

Sharing Economy

Letteralmente significa “Economia della Condivisione” ed è un nuovo modello economico capace di rispondere alle sfide della crisi grazie a forme di consumo più consapevoli: riuso invece di acquisto, scambio e accessibilità anziché proprietà. Ancora non si capisce? Bhè pensate di andare in vacanza a casa di qualcuno che la mette in condivisione (gratuitamente o che ci fa spendere meno dell’hotel), prevedere un viaggio come passeggeri di qualcuno che condivide la sua macchina perchè è solito fare quell’itinerario (e quindi si risparmia sul costo del carburante dividendo la spesa) o andare a cena a casa di qualcuno che ha buttato giù troppa pasta (magari portando una bottiglia di vino).

Hacking

Un tempo era definito “vandalismo informatico”, oggi per hacking si intende metter mano a qualcosa che abbiamo a disposizione e modificarlo per farlo diventare qualcos’altro di cui abbiamo bisogno. Avete presente quando prendete una bottiglia piena d’acqua e la mettete sull’uscio della porta per non farci urinare i gatti? Bhè, nel vostro piccolo siete anche voi degli hacker.

Crowdfunding

E’ un metodo per ricevere denaro per realizzare le proprie idee. In che modo si può fare? Attraverso dei siti internet dove possiamo raccontare il nostro progetto, inserire dei video di presentazione e delle immagini. Grazie a queste informazioni chi va sul sito può investire anche cifre irrisorie sulla nostra idea (ad esempio pre-ordinando il prodotto prima che effettivamente esista). Esatto, il crowdfunding è “la colletta”

Open Source

E’ un termine che deriva dal mondo dell’informatica per poi estendersi anche ad altri campi. In informatica indica il detentore dei diritti di un programma che decide di rendere pubblico il codice di cui è composto il suo software. Perchè farlo? Perchè così tutti potranno studiarlo, suggerire modifiche e grazie a questa condivisione migliorare il suddetto programma. E’ quindi un sistema dove si beneficia tutti. Per questo motivo l’open source si è diffuso anche nel mondo editoriale, musicale e progettuale. Nessun oscurantismo e tanta condivisione della conoscenza ed accesso libero alle informazioni. Un esempio? Wikipedia, l’enciclopedia online sponsor ufficiale di ogni esame, tesi, ricerca, della vita.